Di Luca Scutti

PORTAMI VIA

 

L’aria è molto sensibile, la temperatura è in aumento.

Sono “ricoperto” da una speciale emulsione,

tante piccolissime “gocce” minuscole “ricoprono” il mio corpo,

emulsione sensibile…

Sensibilità portami via, 

fammi sentire, fammi percepire,

l’odore degli angeli per raggiungere il Cielo…

Prendi a calci la mia porta, bussa con i piedi come hai sempre fatto,

senza chiedere il permesso,

fammi comprendere come posso accogliere il dolore.

Donami la finezza d’animo, la delicatezza,

ma portami via, nascondimi, respirami…

L’ansia sale e bevo le mie lacrime,

quando avrò finito brucia questi fogli,

piangeremo e balleremo insieme sotto il sole.

Tra un po diluvierà,

sono stanco,

ho tanto freddo,

abbracciami,

sto per cadere,

portami via, nascondimi, respira insieme a me…

 

“Tu” sei una dolce condanna,

riesco a raccogliere migliaia di fiori caduti,

gettati,  persi, calpestati,

viaggio a colori…

Avverto prima,

sento prima,

davanti a me cammina l’angelo…

 

Parole violente,

colpi,

urti,

pioggia,

freddo,

rivestimi di te,

portami via, nascondimi, respira insieme a me…

Dio quanto sono elegante

indossando questo “vestito”.

Non voglio disturbare nessuno,

cammino a piedi scalzi,

non faccio il  minimo rumore,

ma dentro il mio cuore…

 

E’ meraviglioso arrossire,

colorarsi il viso di rosso,

come il sole,

tramonta e arrossisce…

Fammi vedere

cose che nessuno nota…

Tutti i poeti pazzi

sono rivestiti di “te”,

sta passando la poesia,

stesso vestiario.

“L’inferno”, si “l’inferno”, con te c’è anche “l’inferno”,

riesci a farmi percepire anche il male,

è un coltello sotto la gola…sempre…!

Non voglio stare fuori dal Cielo,

per poter ancora entrarci

devo continuare a sentire, devo continuare a sentire…

 

Sensibilità portami via,

fammi sentire,

fammi percepire,

l’odore degli angeli per raggiungere il Cielo…

Prendi a calci la mia porta, bussa con i piedi come hai sempre fatto,

senza chiedere il permesso,

fammi comprendere come posso accogliere il dolore.

Donami la finezza d’animo, la delicatezza,

ma portami via, nascondimi, respirami…

L’ansia sale e bevo le mie lacrime,

quando avrò finito brucia questi fogli,

piangeremo e balleremo insieme sotto il sole.

Tra un po diluvierà,

sono stanco,

ho tanto freddo,

abbracciami,

sto per cadere,

portami via, nascondimi, respira insieme a me…

 

Chi abita dentro di me?

La sera sento cantare l’angelo…

Vedo le piccole cose?

A volte “queste” mi inchiodano,

mi condannano,

senza processi e giudici!

Odio le regole,

odio la retorica,

ma comprendo…

la sensibilità è un dono sceso dal Cielo,

alcune persone non potranno mai indossarla,

alcune “briciole” non potrò mai raccoglierle,

questo troverei…

 

Grande sensibilità verso gli animali,

e con gli esseri umani come va?

Portami via, nascondimi, respira insieme a me…

Osservano, ti osservano,

per come ti mostri,

un orecchino,

un giubbino chiamato chiodo,

una bella automobile,

capelli lunghi,

scusa ma poi?

Che?

Pochi riescono a percepire,

pochi riescono a “sentire”…

“Questa” come te la spiego?

Non riesco proprio!

 

Immagini e suoni,

riesco a ballare insieme a loro,

fantastico…

Sono pieno di “graffi”,

resta come sei…

senza graffi!

Dimmi cosa ci fai delle orecchie?

Vuoi ascoltare la voce del tuo cuore?

Soli i bambini riescono

a vedere ciò che noi nascondiamo,

anima pura dentro l’anima di una madre,

anima pura dentro l’anima di un padre.

 

Il poeta sfoglia le pagine con dolcezza e delicatezza,

non sgualcirle,

non sciuparle,

uomo privo di tutto.

Desidero solo un foglio di carta bianca,

solo questo!

“Usare” il proprio cuore è un’arte dell’anima,

ma prima devi soffrire,

devi farti attraversare dalla sofferenza,

il tuo cuore si deve prima frantumare,

le tue mani riverse sul pavimento a ricomporlo,

pezzo per pezzo,

pezzettino per pezzettino,

frammento per frammento,

come quelle tante briciole di pane sopra un tavolo,

e lì…dentro quegli attimi che darai il giusto valore alla tua vita.

Certi occhi lucidi bisogna respirarli,

certi abbracci bisogna respirarli,

certi baci bisogna respirarli,

l’anima non ha occhi,

l’anima non vede,

ma vibra come un soffio di vento…

Non ha una bocca,

tutte le nostre parole di qualsiasi “colore” le ingoia

dentro il suo misterioso silenzio,

gioie e dolori.

 

Sensibilità portami via,

fammi sentire,

fammi percepire,

l’odore degli angeli per raggiungere il Cielo…

Prendi a calci la mia porta, bussa con i piedi come hai sempre fatto,

senza chiedere il permesso, 

fammi comprendere come posso accogliere il dolore.

Donami la finezza d’animo, la delicatezza,

ma portami via, nascondimi, respirami…

L’ansia sale e bevo le mie lacrime,

quando avrò finito brucia questi fogli,

piangeremo e balleremo insieme sotto il sole,

Tra un po diluvierà,

sono stanco,

ho tanto freddo,

abbracciami,

sto per cadere,

portami via, nascondimi, respira insieme a me…

 

La riconoscerai da un tono di voce,

 la riconoscerai da uno sguardo,

la distanza,

la riconoscerai quando non riusciranno più a respirare,

l’ansia,

la paura,

la tristezza,

lo riconoscerai quel cane solo,

l’abbandono,

li riconoscerai,

li raccoglierai,

da per terra,

fiori morti,

strappare,

riconoscerai l’odore della pioggia,

riconoscerai quel “sole” quando brucia,

riconoscerai la carezza di tuo padre,

riconoscerai la carezza di tua madre,

mentre un treno è in arrivo,

riconoscerai il suono di “quel” treno,

ci salirai sopra,

ti porterà via…

“Non sei più quello che credevi di essere,

O  R  A    S  E  I”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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