Di Luca Scutti

NATALE VISTA MARE

 

Il tappo di sughero

appena gettato dalla sua bocca

sta per essere inghiottito

dalle onde del mare.

Un bicchiere

si riempie di un vino rosso,

una mano molto rugosa

lo alza verso il Cielo.

Quattro canne da pesca

ben piantate sopra il bagnasciuga,

due sedie,

una bottiglia di vino,

un thermos,

la Sacra Bibbia,

25 Dicembre 2020:

Natale

vista

mare.

 

Mi fermo davanti a quell’uomo,

osservo tutto,

mi avvicino:

Siediti pure figliolo,

ti stavo aspettando,

porto sempre una sedia in più…

Gli sorrido,

mi siedo:

Grazie,

è quasi giunta l’ora di pranzare,

c’è da festeggiare il Santo Natale.

Non appena finisco di parlare

mi porge un bicchiere di vino:

Ed io lo festeggio ora insieme a te

con “questo” ottimo rosso.

L’odore del mare,

la sabbia sulla faccia,

le gambe che affondano,

non vedo altre

strade davanti a me,

non c’è nessun senso

dentro questa “condizione”,

non c’è nessuna spiegazione:

Natale

vista

mare.

 

In questo preciso istante 

io e te abbiamo tutta l’energia del mondo,

acqua,

terra,

sole,

angeli…

Tutto si trasforma,

il “rinnovamento”,

ora stiamo “bruciando”.

 

Troppi cattivi pensieri

si sono annidati come corvi neri

dentro il mio cuore,

si sono nascosti molto bene,

li sento,

ora sto annegando insieme a “loro”,

nell’infinito di questo mare,

non c’è il limite,

tu lo vedi?

Non esiste,

non c’è il confine,

tu lo vedi?

Non esiste,

è vastissimo

come il cuore di un uomo,

sapessi quante tasche ha…

C’è il Cielo che mi cade addosso,

se fai attenzione

lo vedi “scendere” davanti a te,

è la “Sua” Benedizione.

Ci sono acque che baciano la mia pelle,

tutte le volte

mi ritrovo vestito di Cielo:

Natale

vista

mare.

 

Ci sono onde

che non si sono mai arrese,

non si sono mai “consegnate”,

non si sono mai asciugate, 

come le mie lacrime…

Ci sono angeli ribelli caduti per me,

ah…le voci del mare,

ricordo persone partite, 

non sono più tornate,

ricordo persone “andate”, 

abitano il “soffitto”

della Volta Celeste,

ricordo i “loro” volti

bagnati dalle acque del “mare”,

ricordo le “loro” parole,

ricordo velieri vuoti,

erano giunti

solo per “loro”…

 

Per il mare sarò sempre il “suo” bambino,

il neonato abbandonato,

il moccioso impertinente e ignorante,

anche se ho quasi novanta “mari”

addosso alla mia vita,

ancora in cerca del “sale”,

ancora in cerca di conchiglie,

hai presente le nicchie,

hai presente i gusci,

sono tutti “figli” del mare

dove si nascondono i “suoi” segreti,

i nascondigli del mare,

il “suo” inconfessato,

le onde “clandestine”…

Figliolo hai mai portato

un “figlio” del mare all’orecchio?

Sentirai battere il cuore del mare:

Natale

vista

mare.

 

Il mare mi conosce da sempre,

mi ha sempre dondolato,

dentro l’azzurro,

ci sono le ali degli angeli.

Quì ho sempre avuto altri orizzonti,

quì ho sempre avuto altri rumori,

quì ho sempre avuto un altro silenzio.

Diversi anni fa,

ero logoro di “alcuni”,

troppi,

troppo stupidi,

incapaci di venirti a “prendere”,

ma per riuscire prima ti devono “cercare”,

ma per riuscire prima devono “sapere”

esattamente dove ti trovi,

incapaci di “arrivarti” al cuore…

Quì c’è il mare,

il tempio dei sogni, 

la bellezza,

sono dentro la Luce

più grande del mondo,

lo splendore di una meraviglia incantata,

gli angeli hanno sospeso il tempo,

ascolto lo strepito delle onde.

 

Non c’è giorno in cui il mare mi “uccide”,

mi riscopro l’adolescente con i calzoni corti,

non c’è giorno in cui il mare mi commuove,

non c’è giorno in cui il mare mi fa paura,

mi spavento,

il batticuore mi assale…

E sapessi

quanta dolcezza ho ricevuto dal mare,

quante volte avrà pronunciato il mio nome:

Natale

vista

mare.

 

Ora non “vedo” più,

ora osservo, 

guardare attentamente le stelle,

la voce del mare porta via il pensiero,

esiste un’altra direzione,

esiste un altro sentiero,

esiste un’altra “arteria”,

è l’anima che pensa…

Sempre!

Ora sono sempre più solo

dentro questa vastità, 

sono un “paese” isolato,

ora sono sempre più solo

dentro la libertà,

lo strapotere e la prepotenza del mare,

ora sono solo respiro,

ancora un soffio di fiato,

ecco il sollievo,

ecco il riposo,

ora sono solo il grido

del mio cuore

imprigionato dentro la gioia,

la beatitudine

festosa di un granello di sabbia

tra le mie dita…

 

Figliolo,

non posso più scappare dal mare,

dimmi come potrei,

mi cerca,

mi vuole “nell’abisso”…

Ora però,

si è fatto tardi,

devo andare,

ho bisogno di stendermi,

il riposo alla mia età

è molto importante.

Ho una piccola casetta quì,

per me va più che bene.

Porta via

con te un pò di “questa” Luce,

metti nella tasca

dei tuoi pantaloni un pò di questa energia,

porta un pò di “chiarore”

a chi ha deciso di camminare

accanto a te in silenzio

senza far il minimo rumore,

a quest’ora e dentro questa giornata

ti staranno aspettando…

 

Lo scintillio di una “Lucerna”

sempre accesa,

la Potenza,

la Gloria di Dio,

la Sua Lucentezza,

porta via

con te il profumo di “questa” speranza,

l’attesa del Bambino dai capelli dorati,

il desiderio Vivente dentro il tuo cuore…

Hai

mai pensato

perchè il Cielo è così bello?

Dio

aveva bisogno di “specchiarsi”,

quando osservo il mare

Dio

mi sorride sempre.

Per “questo”

il mare non cambierà mai,

è sempre stato sotto al Cielo,

è questo il “suo” mistero.

 

Il sole medica le mie ferite,

l’acqua salata

manda via i miei dolori,

le stelle

mi hanno insegnato a pregare,

il mare mi ha guarito.”

 

Mi avvio verso casa,

25 Dicembre 2020,

oggi è il Santo Natale,

un Natale diverso,

un Natale particolare.

Non importa cosa

trovi sotto l’albero,

ma chi trovi,

cosa trovi…

 

Il Natale non è mai stata una stagione,

il Natale non è mai stato una moda,

il Natale è la “condizione”,

il Natale è la “disposizione”,

il Natale è il Regno

dove impera la tua anima.

 

BUON

NATALE

“VECCHIO”

MIO!

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