Di Luca Scutti

L’ELEGANZA DEGLI INFAMI

 

Macchiarsi d’infamia,

sei caduto nell’infamia,

il tuo “marchio” è un “marchio” d’infamia,

un tempo s’imprimeva a fuoco sulla pelle del condannato,

nessuna condanna da parte mia,

solo una parola: “sei un’infame”!

Vuoi sapere perchè ti chiamo infame?

Ma veramente pensi di rapportarti con le altre persone

pensando di indossare sempre quella cazzo di “maschera” teatrale?

 

Cammino cammino…

pochi volti

tante “maschere”!

 

Questa consumata e fottuta commedia,

ognuno recita con una “maschera” diversa,

sopra uno squallido palcoscenico chiamato: “mondo”.

 

“Vuoi ballare insieme a me”?

Ballerine “mascherate”,

cavalieri “mascherati” “.

 

“Non devi mai dimenticare che quando sei in famiglia

devi indossare una “maschera”,

quando sei al lavoro ne devi indossare un’altra,

e poi un’altra ancora, e ancora un’altra, e un’altra ancora…!.

 

“Quando resti “nudo”,

quando piangi,

quando sei solo,

che “maschera” indossi?

 

“Non venirmi a dire cazzate,

ho visto poche persone cambiare,

cambiano solo le “maschere”

che devono indossare!”

 

Ho sempre amato il pagliaccio del circo,

persona seria e vera,

persona buffa e adorabile,

quel pagliaccio è continuamente insultato!

 

“Cazzo, ma quanti fratelli siete?

Tutti uguali,

una somiglianza sconvolgente,

stesso vestiario,

stessa “maschera!”

 

“Quando stai davanti allo specchio,

riesci a riconoscerti?

Sei tu?

Veramente riesci in tutto questo?”

 

“La saggezza mi riveste ogni mattina,

la saggezza è esperta,

la saggezza studia,

la saggezza agisce in maniera equilibrata,

la saggezza è profonda,

la saggezza è intelligente,

la persona saggia ti riconosce…”

 

“Se un giorno

deciderai ti toglierti la “maschera”,

ti riconoscerai? Dubito…!”

 

“Ci si specchia tutte le mattine,

per osservare se tutti gli “accessori”

siano al punto giusto,

soprattutto la “maschera!”

 

“Ancora con le “maschere” a carnevale?

Ma che stronzata è questa?

Ci sono delle statistiche che dicono

che si indossano più “maschere”

a natale,

a capodanno,

a pasqua,

a ferragosto,

ad alcuni compleanni,

ad alcuni funerali,

lo sapevi?”

 

“Occhi negli occhi?

No…“maschere” con “maschere!”

 

“Amo

solo

le maschere

che nascondono

il dolore,

la paura,

la ferita!”

 

“Povere anime,

“amiche” che tradiscono

continuamente l’uomo,

una maschera sull’anima!”

 

“La maschera

è una moda,

è un cult “mascherato”,

è uno stile di vita,

va indossata con l’eleganza degli infami!”

 

“La maschera

rivela la persona brutta che sei!”

 

“Scende la notte,

ecco il buio,

ti togli la “maschera”,

sarai stanco,

riesci ancora a parlare?

Riesci ancora a camminare?

Riesci ancora a respirare?

Riesci ad abbracciare l’amore che ti stava aspettando?

Riesci ad abbracciare tuo figlio?

Cerca di non soffocare mi raccomando…”

 

“D’accordo,

la tua ambizione ti ha condotto

verso una gran bella carriera,

tanti bellissimi riconoscimenti,

attestati di stima,

promozioni su promozioni,

emolumenti sempre più alti,

giacca e cravatta,

tajer e tacchi,

stanza dei bottoni,

ma una cosa non potrai mai nasconderla…

sei corrotto,

sei umido,

sei privo di calore,

hai presente quando apri un’uovo

e dentro ti accorgi che è marcio?”

 

“L’amore non si “maschera”,

l’amicizia non si “maschera”

l’nfamia si “maschera”,

ma penso che tu già lo sapevi!”

 

“Quando la tua “maschera”

cadrà sopra il pavimento cosa farai?

Anche la tua “maschera”  invecchierà,

l’età passa per tutti…”

 

“La “maschera”

ti ha tolto tutto,

tutto…

ti sei visto?”

 

“La “maschera”

è penetrata dentro di te,

come un ferro nelle ossa,

come un ferro nell’anima,

te ne sei accorto?”

 

“Non vuoi conoscere la verità?

Ti basta non parlare

e indossare una “maschera”.

Non è poi così difficile…”

 

“Vuoi ballare insieme a me?

Ballerine “mascherate”,

cavalieri “mascherati” “.

Si è fatto tardi,

la mezzanotte si avvicina,

a questa fatidica ora tutti si tolgono le “maschere”,

ora vediamo chi resta in piedi,

non dirmi che non lo sapevi…

La mezzanotte prima o poi

sarebbe arrivata

a bussare sopra le tue spalle,

come un ladro all’improvviso,

come un’infame.

Privarti della tua “maschera”,

ti scopri,

ti riveli per quello che sei stato,

ti riveli per quello che ora sei,

la festa è finita,

è giunta anche per te l’ora di smascherarti!”

 

Tratto dal film il gladiatore:

“IL TEMPO DEGLI ONORI

PRESTO SARA’ FINITO PER TE…

PRINCIPE!”

 

Troppi “inchini”,

troppi “reverenze.”

Le tue domande,

le tue risposte,

il tuo stile di vita,

non meritano nessun “inchino”, 

non meritano nessuna “reverenza”.

Se mi “inchino” mi piego,

se mi commuovo mi “inchino”,

se prego con Gesù e Sua Madre Maria mi “inchino”,

se cammino per strade piene di “sassi”

mi “inchino”,

se mi stendo sopra i fili dell’erba,

mi “inchino”,

fra i pini,

mi “inchino”,

fra gli abeti,

mi “inchino”,

sopra le montagne,

mi “inchino”,

davanti a mio padre e mia madre

mi “inchino”!

Mi “inchino”

allo Spirito Santo,

mi “inchino” alla Luce che è dentro me,

Consolatrice perfetta,

Ospite dolce dell’anima.

 

Andate: ecco io vi mando come agnelli

in mezzo ai lupi;

non portate borsa,

nè bisaccia,

nè sandali,

e non salutate nessuno lungo la strada.

(Gesù di Nazaret, in Vangelo secondo Luca)

 

Appunto…

 

 

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