Di Luca Scutti

L’ANGELO E L’INFAMITA’ DEL TUO “POTERE”

 

Cammino per la “città” tra le macerie che hai lasciato,

non riconosco più le strade,

non riconosco più le persone.

Un angelo mi ha sollevato da un letto di un ospedale

dall’odore tetro di una fottuta terapia intensiva,

ha combattuto contro diavoli e serpenti,

i loro morsi, la loro bile…

li ha trafitti con la sua spada arroventata,

si è inginocchiato raccogliendo sul pavimento frammenti spezzati del mio cuore,

mi ha raccolto da un pavimento gelato,

mi ha portato a casa.

 

Cammino per la “città” tra le macerie che hai lasciato,

non riconosco più le strade,

non riconosco più le persone,

il sole illumina le mie scarpe,

ricordo il tuo “potere” infame:

“Sapevi che un cuore di un uomo può scoppiare?

Sapevi che esistono gli angeli”?

 

Il “potere”,

lo compi sopra la pelle di un uomo,

puoi giudicare la vita di un uomo,

puoi determinare la vita di un uomo,

puoi possedere la vita di un uomo,

il “potere” di scegliere,

il “potere” di decidere,

dominio,

possesso,

prigionieri delle tue idee, scelte deliranti.

Dimmi…quante sete di “potere” hai?

Tu abusi, abuso di “potere”!

 

Cammino per la “città” tra le macerie che hai lasciato,

non riconosco più le strade,

non riconosco più le persone,

il sole illumina le mie scarpe,

ricordo il tuo “potere” infame:

“Sapevi che un cuore di un uomo può scoppiare”?

Sapevi che esistono gli angeli”?

 

Non basta una vita per conoscere una persona,

forse no,

rivestilo di “potere”,

conoscerai la sua vera natura.

Il tuo “potere”,

il tuo afrodisiaco,

il tuo orgasmo,

quanto è grande il tuo “potere”?

Più è grande tanto più è pericoloso,

tu sei una persona pericolosa!

Con il “potere”, 

la bugia è sempre con te,

come potrebbe mai abbandonarti?

Sei come quei scimpanzè ubriachi,

ubriachi di “potere”,

nessuno ti controlla,

sei tu che controlli te stesso,

sei un “essere” incontrollabile!

Sei come un “diabetico”,

davanti ad una credenza ricolma di dolci,

tu davanti al “potere”… 

Il “potere” ti ha mangiato il cuore,

sei in pieno delirio.

Il “potere” non ha morale,

il “potere” non ha principi,

bastardi, diavoli e “tempeste”!

Ma tu hai amici?

Amici al “potere”?

Amici “morti”.

Sei un “drogato”,

non ti sazi mai,

aumenti sempre la tua dose di “potere”.

Come cazzo lo hai avuto il “potere”?

Non penso che te lo sei preso,

non penso che tu  lo abbia comprato,

lo hai elemosinato per strada come un accattone?

Il “potere” si mantiene col sangue,

il “potere” si mantiene con l’inganno.

 

Cammino per la città tra le macerie che hai lasciato,

non riconosco più le strade,

non riconosco più le strade,

il sole illumina le mie scarpe,

ricordo il tuo “potere” infame:

“Sapevi che un cuore di un uomo può scoppiare?

Sapevi che esistono gli angeli”?

 

Ho riconosciuto l’angelo quando è andato via…

vedevo la sua schiena allontanarsi.

Le sue mani invisibili mi hanno raccolto,

ora quelle mani mi spingono ad andare avanti,

nessun “prigioniero” dentro le mie parole…

Da bambino ero convinto che un angelo

camminava sempre al mio fianco,

ora abita in me…

Chi mi rimbocca le “coperte” di notte?

Chi mi bacia sulla fronte

sopra il terzo occhio?

Chi mi prende tra le sue braccia?

Tu sei il mio musicista,

la notte ti sento cantare

“il silenzio di Dio”!

Quando la notte riposo

l’angelo parla alla mia anima.

Avverto la sua presenza,

è la “Luce”,

lo trovo nel vento,

lo trovo nel sole,

lo trovo dentro il mio pensiero,

l’ho trovato dentro le mie lacrime.

Elevami per diventare un angelo,

se così non fosse diventerei un diavolo,

oscillazione: angelo o diavolo?

 

Sopra il cuscino una mattina trovai

diverse piume…

ha lottato per me,

ha preso il mio cuore

e lo ha incastonato dentro le sue mani invisibili…

Ha salvato la vita di un poeta pazzo e dannato,

quel poeta vide i suoi occhi,

dentro una notte oscura piansero insieme,

mentre un cuore spezzato

gemeva sopra un letto gelato.

Ora cammino insieme a “lui”,

resto in silenzio davanti alle macerie che hai lasciato,

non percorrerò più “quelle” strade,

non guarderò più il tuo volto sfigurato dal “potere”,

il sole continuerà ad illuminare le mie scarpe,

“Un cuore può essere raccolto e custodito

dentro il “tabernacolo” vivente di un angelo”.

 

Il pane degli angeli,

l’Eucarestia, 

la Regina degli angeli,

Maria…

 

Nel sesto mese, l’arcangelo Gabriele fu mandato da Dio

in una città della Gallilea chiamata Nazareth,

a una Vergine promessa sposa di un uomo della casa di Davide,

chiamato Giuseppe. La Vergine si chiamava Maria.

Entrando da lei disse:

“Ti saluto, o piena di Grazia, il Signore è con te”. (Bibbia)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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