Di Luca Scutti

LA “TEMPESTA”

 

Forti raffiche di “vento”,

ad accompagnarmi

l’inseparabile “pioggia” torrenziale,

è una “pioggia” che mi travolge…

Spesso.

L’inseparabile “grandine”,

mentre tutto scoppia,

ogni volta “salto” in aria,

ogni volta devo raccogliere i miei “pezzi”,

ogni volta riesco sempre a ritrovarmi…

Avanzo a carponi.

Ogni volta nel mio Cielo c’è uno “squarcio”,

l’anima insorge,

mentre tutto si scatena,

mentre tutto è spinto,

mentre tutto infuria…

Ho visto il mio “mare” in piena tempesta,

ho visto i “mari” delle persone in piena tempesta,

ho visto “navi” travolte dalla tempesta,

sono stato trascinato via,

c’era troppo disordine intorno a me,

sono stato turbato…

Ho visto “tempeste” di “sabbia” dentro deserti di vite,

ho visto vite “desolate”,

ho visto vite “disabitate”,

ho visto “esistenze” respirare appena,

ho visto la violenza e il fragore,

ho visto la furia di persone “possedute”,

ero un bambino,

la loro brutalità,

la loro prepotenza,

la loro pericolosità:

“L’ANTICRISTO”,

è sempre in mezzo a noi…

Ma sono ancora in piedi!

Ho visto “tempeste” di proiettili dritti al cuore,

qualcuno ha “sparato”,

ora non ricordo con precisione

quanti “proiettili” fossero…

Ho visto “tempeste” di proiettili dritti al cervello,

ho visto il pensiero calpestato,

ho visto sotterrare l’ingegno,

ho visto “tempeste” di schiaffi,

la mortificazione verso il prossimo

è tutto quello che riescono a possedere…

Ah il possesso!

Ho visto “tempeste” di colpi,

ho visto persone “spinte” giù,

ho visto persone cacciate,

ho ascoltato “tempeste”,

erano di urli,

erano grida,

erano invocazioni,

erano suppliche,

poi non ho sentito più nulla,

non mi sono voltato,

nessuno si è voltato,

sono ancora “riversi “lì”…

Ho ascoltato “tempeste” di accuse,

ho avuto la “tempesta” dentro al cuore…

 

Alcune “cose” 

non potrò mai capirle

dentro la calma,

le potrò capire

solo dentro una “tempesta”…

Le ho conosciute,

le ho studiate,

le ho afferrate,

le ho assorbite…

Le ho consumate.

La “tempesta”,

ho imparato ad aspettarla,

devo essere sempre preparato.

La “tempesta”,

ho imparato ad assecondarla,

la “tempesta”,

ho imparato a lottare,

la “tempesta”,

sono poche le persone

che ti sorprendono all’improvviso,

la “tempesta”

sono poche le persone

che riescono a “coglierti”

e poi “raccoglierti”…

Come un bambino smarrito…

La “tempesta”,

poi il sole ti sorriderà,

la “tempesta”,

poi il sole ti scalderà,

la “tempesta”,

le persone di una “bellezza sconvolgente”

sono sempre quelle in “tempesta”,

la “tempesta”,

le persone che ti suscitano forti emozioni,

la “tempesta”,

le persone che ti turbano profondamente,

la “tempesta”,

vecchi ricordi,

la “tempesta”,

la reminiscenza è sempre viva,

la “tempesta”,

un flashback di un attimo,

la “tempesta”,

un piccolo souvenir

che non riesco mai a dimenticare,

ora è gelosamente “rinchiuso” dentro il cassetto,

la “tempesta”,

un segno sopra la mia pelle,

la “tempesta”,

una cicatrice sopra la mia pelle,

la “tempesta”,

un’ombra che vedo ancora camminare,

la “tempesta”,

amori “inchiodati ad un palo”,

la “tempesta”,

fotografie ingiallite,

la “tempesta”,

orologi fermi da una vita,

ma ancora “battono” 

il tempo di una “tempesta” andata via,

la “tempesta”,

cuori che hanno smesso di “battere”,

la “tempesta”,

padri che hanno smesso di essere padri,

dentro la “tempesta”

nessun padre,

nessun babbo natale,

nessun maestro,

nessun “autore”,

nessun uomo,

nessuno chiamano Gesù.

La “tempesta”,

madri che hanno smesso di essere madri,

dentro la “tempesta”,

nessuna origine,

nessuna matrice,

nessuna fonte,

nessuna donna,

nessuna “madre” superiora,

nessuna chiamano Maria.

La “tempesta”,

figli disgraziati nati in disgrazia,

figli con i volti protesi verso la “tempesta”

mentre le loro schiene danno le spalle al sole…

 

La “tempesta”,

quando gira l’ultima “strada” di Cielo,

quando percorrere l’ultimo “corridoio”,

e sono ancora vivo,

mi chiedo sempre come ho fatto ad attraversarla,

mi chiedo sempre chi mi abbia potuto aiutare.

Dentro “l’attraversata” l’anima brucia,

e sono ancora vivo.

E non posso mai sapere se ritornerà,

e non posso mai sapere se sarà finita per davvero,

ma ogni volta che ne esco vivo

non sono più quello di prima.

Anche i miei occhi non sono più gli stessi,

il “loro” colore cambia,

il “loro” sguardo cambia,

anche “loro” hanno attraversato la “tempesta”,

anche “loro” hanno conosciuto il dolore e la paura.

Diventano più splendenti

quando la “tempesta” gira l’ultima “strada” di Cielo,

quando percorrere l’ultimo “corridoio”,

il Celeste,

il Celestiale,

mio Dio…

 

La “tempesta” può distruggermi,

la “tempesta” non potrà mai giungere

dentro alla mia “radice”,

come potrebbe…

La “tempesta” non potrà mai toccare le mie “origini”,

sono stato rivestito di “Celeste” 

da mio padre,

da mia madre.

Entro “dentro”,

“arrivo al cuore”,

e appena mi allontano dalle mie origini,

e appena dimentico le mie origini,

mi manca l’aria,

smetto di respirare…

 

Dentro la “tempesta”

“capisco”,

dentro la “tempesta”

“assimilo”,

dentro la “tempesta”

“concepisco” la vita,

dentro la “tempesta”

riesco a “penetrare”,

dentro la “tempesta”

riesco a “sentire”…

E’

durante

la

“tempesta”

che

conosciamo

il

navigatore 

(Lucio Anneo Seneca)

 

Articoli Correlati

4 Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button