Di Luca Scutti

C’ERA TROPPA LUCE. . .

Le persone ti percorrono,

le persone ti passano sopra,

le persone ti esplodono addosso,

come se tu fossi il nulla,

come se tu fossi il vuoto,

come se tu fossi il deserto…

 

Ancora una volta,

per l’ennesima volta,

sei urtato,

sei colpito,

sei travolto,

preferiscono sempre prenderti

quando ti trovi più in basso,

quando ti trovi nel piano inferiore”,

quando ti trovi in fondo alle “scale”,

di notte,

nel buio,

alle spalle,

di nascosto,

come ladri.

 

Non ti hanno mai chiesto

della tua vita,

della tua esistenza,

del tuo “essere” in vita.

 

Non hanno mai pensato

alla tua parte interna,

non hanno mai pensato

a cosa nascondi dentro,

non hanno mai pensato

al tuo inconfessato,

non hanno mai pensato

al tuo cuore,

non hanno mai pensato

alla tua coscienza.

 

Ti colpiscono,

ti travolgono,

ti mettono “sotto”,

meglio piantarti “sotto” 

che piantarsi “sotto”,

senza mai chiedersi dove ti trovi

in “quel” preciso istante,

senza mai chiedersi dove abiti,

senza mai chiedersi se vivi

o sopravvivi,

senza mai chiedersi cosa c’è

dentro il tuo interno,

internamente,

li…

Intimamente,

profondamente,

cosa vive dentro di te,

cosa esiste,

cosa c’è in vita. 

 

Troppo impegnati a “viaggiare”,

troppo impegnati

a vivere la bella stagione,

è arrivata l’estate,

la stagione del vincolo,

la stagione dei selfie,

la stagione delle “mostre”,

la stagione del cemento “armato”,

impastare e cementare il cuore,

senza conoscere il desiderio,

senza conoscere il sogno,

senza conoscere la nostalgia,

senza saper osservare dentro gli occhi

e poi trovare,

scoprire,

scorgere,

senza saper “sentire”…

 

Poi c’è l’effetto,

poi c’è il risultato,

poi c’è la conclusione:

Senza

conoscere

la

passione!

 

Non sarà mai colpa loro,

non sarà mai un loro sbaglio.

 

Ricordo bene quella “serata”,

un uomo stava attraversando la strada,

pioveva a dirotto,

la pioggia era incontenibile,

era solo…

 

Quell’uomo era chiaro,

era luminoso,

era semplice,

era comprensibile,

era evidente,

era “aperto”,

era un manifesto,

era un uomo libero…

 

Quell’uomo fu investito…

 

Non lo videro

mentre stava attraversando la strada.

 

Fu “percorso”,

fu urtato,

fu colpito,

fu travolto,

gli passarono sopra…

 

Erano

troppo impegnati a “viaggiare”.

 

Ah quanto è bello

vivere la bella stagione,

la stagione del vincolo,

la stagione del cemento “armato”,

la stagione dei Selfie, 

impastare e cementare il cuore…

 

Quell’uomo era troppo chiaro

per i privi di Luce.

 

Mentre

stava “attraversando”

la strada

era tutto così oscuro,

grigio,

torpido,

le luci erano tutte spente,

era buio…

 

Quell’uomo era troppa Luce

per i non “vedenti”,

per chi riesce a tralasciare

un solo battito del cuore,

per chi riesce a mettere da parte,

per chi evita,

per chi si scansa,

per chi ignora,

per chi si scorda

e poi dimentica…

 

Ti va di parlare?

Del tempo?

Del bel piatto di pasta?

Di quanto sei fico?

Di come è bella

la Sardegna a ferragosto?

Per non parlare

poi di Ibiza e Formentera,

poi arriva la filastrocca

del “buon natale”,

poi arriva la filastrocca

della “buona pasqua”:

La condanna

della gente

del posto!

 

Le cose belle della vita

sono altre,

le cose belle della vita

sono diverse, 

le cose belle della vita

sono separate,

le cose belle della vita

si distinguono,

le cose belle della vita

hanno un prezzo,

sono da un’altra parte,

sono i ritagli preziosi,

sono di valore,

sono pregiati,

sono unici,

sono rari,

sono inestimabili,

sono indispensabili,

“sono introvabili”,

sono i “ricercati”,

sono i “reclusi” dentro ai cuori,

sono i frammenti che non vedi,

sono i brandelli di cuore

caduti e mai raccolti:

La banalità

e la mediocrità

sono gratis,

sono in regalo.

 

Vai a vela,

vai a scrocco,

via a sbafo! 

 

E’ così tanto inquietante vero?

E’ tutto così preoccupante,

è tutto così allarmante,

è tutto così angosciante,

è tutto così sconvolgente

questa felicità fuor di misura,

va oltre,

è più del dovuto,

è eccessiva,

è una quantità esagerata,

è smisuratamente a dismisura:

Troppa

felicità

fa

paura!

 

Gli infelici piacciono di più,

anche i disperati,

e poi vuoi mettere

che c’è un bel risparmio?

Mettere da parte,

accantonare,

risparmiare,

per

essere

infelici,

fantastico!

 

Il valore ha un prezzo,

il coraggio ha un prezzo,

la forza ha un prezzo,

il desiderio ha un prezzo,

la passione ha un prezzo,

con la partecipazione del tormento,

della sofferenza,

del dolore,

del sentimento,

del trasporto,

del desiderio,

dell’amore,

del sacrificio,

di Dio,

tutto questo ha un prezzo!

Pensa…

Sono le uniche cose

che la vita non ti regalerà mai!

Hanno un prezzo,

le devi pagare!

 

Per le raccomandazioni,

per le segnalazioni,

per gli appoggi,

per le presentazioni,

per i favori,

per la vigliaccheria,

per la codardia,

per la freddezza,

per il distacco,

per l’indifferenza…

Pensa…

E’ tutto così

terribilmente gratuito.

 

Alcuni scambi

sono sempre stati funzionali!

 

Diverse macchine

non si fermarono,

quell’uomo resto’ riverso

sull’asfalto bagnato.

 

Perchè

ora mettersi a cercare,

perchè

ora tentare di inseguire,

perchè

ora chiedere,

perchè

ora frugare,

perchè

ora tentare:

Le ricerche

furono insabbiate,

seppellirono tutto,

decisero di abbandonare,

decisero di sospendere.

 

C’era

troppa

Luce…

 

Con tutto il bene che vi voglio,

con tutta la verità del Cielo.

 

 

 

 

 

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