Di Luca Scutti

A CHI…NO A TE, TUTTO QUESTO E’ SOLO PER TE

 

A chi ti fa sentire sbagliato,

a chi spenge i tuoi sorrisi:

Cerca sempre di “estinguerti”,

cerca sempre di interromperti,

cerca sempre di fermarti.  

 

A chi ti colpisce alle spalle:

Cerca sempre di colpirti il Cuore,

cerca sempre di screditarti,

cerca sempre di criticarti,

cerca sempre di nuocerti.

 

A chi non riesce a completarti:

Non riesce mai a compiere,

non riesce mai a rifinire un Cuore,

perfezionarlo,

curarlo,

cullarlo,

correggerlo,

non riesce mai ad arricchire.

 

A chi ti peggiora:

Cerca sempre di aggravarti,

cerca sempre di regredirti,

cerca sempre di inasprirti.

 

A chi è malato…

A chi si ammala

dentro ogni “stagione”,

indossa sempre i soliti vestiti,

“quelli”

di un povero “paziente”,

il “povero”

degente,

il “povero”

sofferente,

il “povero”

esaltato,

il “guasto”.

 

A chi ti ruba la libertà:

Cerca l’autonomia sulla tua vita,

cerca la sovranità sulla tua vita,

potere e prepotenza.

Poi…

un Cuore

che osserva impaurito,

è quello tuo.

Ora

dimmi

come potrà mai dimenticare.

 

A chi ti rinchiude

dentro una prigione senza sbarre:

Il suo penitenziario,

la sua cella segreta,

il suo “bagno” penale,

la reclusione della sua anima

che giace inerme.

 

A chi ti vorrebbe come “lui”,

a chi ti usa violenza

senza lasciarti i lividi:

Aggressività

e durezza come la pietra.

 

A chi ti fa a “pezzi”:

Sei sempre stato un brandello,

sei sempre stato un “boccone”,

sei sempre stato un avanzo

quando si sentiva solo…

 

A chi ti fa sentire inadeguato:

Sei sempre il solito insufficiente…

Troppa anima da parte tua,

troppa qualità,

troppa particolarità,

troppa “natura”,

troppa sovrabbondanza…

 

Strappa

tutti i respiri del mondo,

ti sveste,

c’è anima

più del dovuto.

 

Non potrai mai stare alla sua “altezza”…

Dimmi

come

potresti!

Troppa pochezza

e grettezza da parte sua.

 

A chi ti dice che non sei mai abbastanza,

a chi è patologico,

a chi è fatto e strafatto di paura,

a chi è drogato del possesso:

Tossicodipendente

della

vita

degli

altri.

 

A chi è drogato

dalla dipendenza di non volere

restare da solo:

Tutta la sua inferiorità

sotto la pioggia argentata.

“Piombo”

di vita vissuta.

Correre velocemente

per andare dove…

Precipitarsi,

guidare velocemente

una macchina sempre più impazzita

per andare dove…

 

Schiantarsi

addosso

a

te! 

 

A chi non è capace

di scavalcare nemmeno un castello di sabbia:

Oltre,

oltrepassare,

attraversare un’anima in piena.

 

A chi non vuole mai perdere:

Resterai sempre privo,

resterai sempre “orfano” della vita,

resterai sempre smarrito,

resterai sempre sconfitto.

 

A chi vuole sempre vincere:

La brama di superare,

la brama di vedere lo sconfitto,

la brama del trionfo,

la brama dell’apparire costi quel che costi,

qualunque sia il prezzo da pagare,

la brama del piegare,

la brama del “guadagnare” soldi,

carta straccia

per un’anima “ansante”,

rotolante

come un’amante tradita.

 

A chi ti tortura come fossi un male:

Il

tuo

straziare

riversato.

 

A chi cerca sempre amori malati:

Quante persone “ammalate”,

quanti inferni hanno conosciuto,

quante sofferenze subite,

quanto “guasto”,

quanto marcio.

 

A chi cerca sempre vite malate:

L’esistenze

da
tormentare

ancora.

 

A chi è posseduto dai demoni:

Gli indemoniati senza Cielo,

i mancanti di Cuore,

i mercanti di corvi,

gli invasati,

i dominati,

i controllati sotto un cielo nero,

sono solo

voli

di corvi neri. 

(Un tempo la gente era convinta che quando qualcuno moriva,

un corvo portava la sua anima nella terra dei morti)  

 

A chi ti stanca

infliggendoti logorio:

Ti affaticano,

ti indeboliscono,

ritrovarsi sfiniti,

ritrovarsi stremati,

insieme agli spenti,

insieme ai consumati, 

ferite e stanchezza,

quante lesioni,

quanti tagli,

quante piaghe,

pugnalate sul Cuore… 

 

A chi è avido:

Gli affamati della rovina,

gli ingordi della rovina.

 

A chi è schiavo:

servi senz’anima,

i prigionieri

dell’ignoranza dell’anima,

i “costretti”

da loro stessi.

 

A chi è geloso come un tiranno:

Gli stupidi sospetti,

la diffidenza verso la propria vita,

i tormenti dei loro Cuori,

gli assilli come le malattie.

 

A chi è pericoloso:

Siete i rischiosi,

siete gli sconsigliabili,

siete i rovinosi,

siete i dannosi,

siete rivestiti di spine.

 

A chi ha sempre bisogno di ferire:

Colpiscono col sorriso schernendo,

squarciano

con le loro lagnanze

il nostro Cielo,

i loro compianti,

il nostro Cielo

non è il loro Cielo,

addolorano col sorriso irridendo.

 

A chi ti promette,

a chi quando

la notte oltraggia la tua pelle

e poi si addormenta:

Vituperare,

schernire.

 

A chi ti promette

che cambierà:

“Diventerò migliore”.

 

Ma oggi è oggi.

 

A chi ti fa ammalare:

Riescono a contagiarti,

riescono a infettarti.

 

A chi ti “uccide” senza ucciderti,

a chi è un assassino di vita,

a chi ti benda gli occhi:

Occhi fasciati,

occhi coperti.

 

 

Non resterò mai in silenzio,

troppi carnefici

dentro un silenzio

che li favorisce.

Troppe persone

subiscono

sofferenze e umiliazioni.

Troppi

“impotenti”

davanti alla vita.

Fate

sempre

la massima attenzione,

a “quelli” 

che vi vogliono cambiare,

manovrare.

La violenza è muta,

la violenza non fa rumore,

la violenza

non lascia sulla pelle

il cianotico del male.

Salvate voi stessi!

 

“Quelli”

suonano

sempre

le

stesse

canzoni.

 

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